Guida / Voce "Misure" / Misure del blocco

Da DecArch - Decorazione architettonica romana.
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Le prime misure da prendere sono quelle relative alle tre dimensioni del blocco, per quanto queste si sono conservate.


Le misure di un blocco di decorazione architettonica da prendere sono fondamentalmente tre, come le tre dimensioni dello spazio: altezza, larghezza, spessore.
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Nell'esempio a lato sono indicate l'altezza (in verde), la larghezza (in rosa) e lo spessore (in azzurro) di un blocco con il lato anteriore che presenta un pannello con decorazione vegetale (Foro Romano a Roma, area della piazza).
Le denominazioni dipendono dalla posizione del blocco nell'architettura originaria e non dalla sua posizione attuale.
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Nell'esempio a lato sono indicate sempre le medesime tre dimensioni (altezza in verde, larghezza in rosa e spessore in azzurro) di un blocco di fusto decorato di pilastro, reimpiegato con una rotazione di 90° come architrave (nella basilica pelagiana di San Lorenzo fuori le mura a Roma): nell'attuale posizione l'altezza corrisponde all'originaria larghezza del pilastro e la larghezza attuale all'originaria altezza).
Queste misure possono essere totali, quando si conserva per intero l'originaria dimensione del blocco (come negli esempi precedenti), o massime, quando invece il blocco è fratturato e conserva solo parte della dimensione originaria.
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Nell'esempio a lato, un architrave dall'ordine della peristasi del tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto a Roma, fratturato irregolarmente sui fianchi e inferiormente, sono massime le misure dell'altezza (in verde) e della larghezza (in rosa).
La maggior parte degli elementi architettonici non sono tuttavia di forma perfettamente parallelepipeda. Questo è vero in particolare per i fusti di colonna, per i quali è necessario piuttosto prendere le misure dell'altezza e del diametro.
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Altezza massima e diametro totale in un troncone di fusto liscio di colonna in marmo cipollino conservato nell'area del teatro di Italica (presso Siviglia, in Spagna).
La forma di altri elementi è caratterizzata da lati ad andamento obliquo, con parti, dunque, più sporgenti o più rientranti. In questo caso, sarà necessario prendere più di tre misure. Per esempio, nel lato anteriore della cornice la parte superiore sporge maggiormente rispetto a quella inferiore, a causa della sua funzione originaria di impedire che l'acqua piovana scorra sulle strutture di sostegno. Di conseguenza lo spessore superiore del blocco sarà diverso da quello inferiore e entrambi dovranno essere misurati, nel punto rispettivamente dove sono massimo e minimo.
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In questa cornice liscia, conservata nell'area della basilica Giulia nel Foro romano, l'altezza (in verde) e larghezza (in rosa) del blocco sono distanze tra due facce parallele (rispettavamente i piani di posa e i fianchi), mentre lo spessore è maggiore e raggiunge il suo massimo sul margine superiore (spessore superiore) e il suo minimo sul margine inferiore (spessore inferiore.
È anche possibile che i blocchi presentino lati non decorati con andamento obliquo: per esempio in un blocco di trabeazione uno dei fianchi può essere obliquo in senso orizzontale, per la giunzione con un blocco adiacente disposto ortogonalmente a formare un angolo esterno, oppure può essere obliquo in senso verticale, a costituire con i blocchi adiacenti una piattabanda, con lo scopo di alleggerire il peso sui sostegni.
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In questo blocco, pertinente al fregio dorico dell'ordine esterno della basilica Emilia nel Foro romano, il fianco sinistro si presenta con andamento obliquo in senso verticale per l'accostamento ad un altro blocco contiguo con il quale formava una sorta di piattabanda. In questo caso lungo il bordo superiore la larghezza è minima (larghezza totale superiore), mentre raggiunge il suo massimo lungo il bordo inferiore (larghezza totale inferiore)
Un caso particolare è rappresentato dai blocchi pertinenti al geison obliquo di un frontone. Nella loro collocazione originaria, infatti, i blocchi sono disposti obliquamente, seguendo l'andamento delle falde del tetto. Secondo la regola che le misure vanno prese secondo linee verticali e orizzontali della collocazione originaria, queste sono dunque oblique rispetto all'andamento delle modanature della decorazione. Nell'ambito di queste alcuni elementi (in particolare le mensole e spesso i dentelli, ma qualche volta anche gli elementi delle altre modanature decorate) sono tuttavia disegnati seguendo la verticale della collocazione originaria (e costituiscono utili indicazioni per individuare un blocco di cornice pertinente a frontone non più in situ). In questo caso, per definire l'ingombro (utile ad esempio se si volesse esporre il pezzo nella stessa posizione che aveva in origine) le misure del blocco vanno prese, secondo la regola generale, lungo le linee verticali e orizzontali della collocazione originaria, ma è importante anche prendere altre misure lungo le linee orizzontali e verticali definite dall'andamento delle modanature, allo scopo di confrontare le misure con i blocchi della medesima cornice che facevano parte del geison orizzontale o erano collocati sui fianchi dell'edificio (e in questo modo andranno prese in particolare le misure delle modanature). L'angolo tra questi due allineamenti dà inoltre la misura dell'inclinazione del frontone a cui i blocchi appartenevano, particolarmente utile per ricostruire l'altezza complessiva dell'edificio.
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In questo blocco di cornice, in situ nel frontone della trabeazione principale dell'arco di Augusto a Rimini, sono indicate le misure dell'altezza (in verde) e della larghezza (in rosa), prese secondo le linee verticali e orizzontali della collocazione in situ. Nel caso che il blocco si trovasse fuori opera, si noti che l'andamento delle mensole (sottolineato in verde) segue la verticale della collocazione e può servire a indicare l'andamento delle misure da prendere). In giallo è indicata invece l'altezza della cornice di riferimento, ortogonale all'andamento delle modanature e, in questo caso, ai piani superiore e inferiore: lungo questo allineamento andranno prese in questo caso anche le misure delle singole modanature. Lo spessore non è indicato nella figura, ma non presenta comunque particolari problematiche.
In modo simile funziona per un archivolto, i cui blocchi si dispongono concentricamente lungo l'arco che incorniciano. Spesso sono intagliati insieme ai blocchi che compongono i pennacchi dell'arco, ornati di rilievi (in modo analogo ai fregi-architrave) e insieme a parte del soffitto cassettonato della volta che copre il passaggio. Anche in questo caso le misure dell'altezza e della larghezza del blocco devono essere prese secondo le linee verticali e orizzontali definite dalla sua posizione in situ, ma è inoltre utile prendere la misura dell'altezza della parte ad archivolto, seguendo la linea del raggio dell'arco a cui appartiene, e, secondo il medesimo andamento, anche le altezze delle modanature, allo scopo di poter confrontare la misura con quelle degli analoghi architravi.
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In questo blocco di archivolto, intagliato insieme a parte dei rilievi del pennacchio dell'arco e insieme al soffitto cassettonato della volta del passaggio, conservato in situ nell'arco di Settimio Severo a Roma, sono indicate le misure generali del blocco (altezza in verde e larghezza in rosa) e in giallo la misura dell'altezza dell'archivolto. Nel caso di un blocco fuori posto, l'andamento delle originarie linee verticali o orizzontali può essere indicato da uno dei lati non visibili (qui il fianco sinistro), oppure dall'andamento delle figure nel rilievo del pennacchio.
Considerazioni simili richiedono i blocchi a pianta curvilinea, in cui la misura (larghezza) va presa seguendo la corda e non la circonferenza.
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Misure in un blocco di coronamento a pianta curvilinea.
In molti dei casi, tuttavia, è prossibile che sia più difficile stabilire quale potesse essere l'originaria collocazione del blocco, e distinguere dunque tra altezza e larghezza o tra larghezza e spessore.

Una tale difficoltà si può presentare in frammenti di incorniciatura o con parti incorniciate: per esempio nelle incorniciature di porta sono presenti tratti modanati sia verticali sia orizzontali; oppure, quando si conserva solo una parte di un soffitto cassettonato, non è identificabile l'andamento delle modanature che incorniciano i cassettoni, presenti sia lungo la larghezza che lungo lo spessore del blocco; o ancora un frammento che conservi il dado di un basamento, questo potrebbe presentarsi incorniciato da modanature disposte sia in verticale, sia in orizzontale; o infine se si conserva un angolo esterno di un elemento di trabeazione con entrambi i lati contigui decorati, entrambipotrebbero essere il lato frontale o uno dei fianchi). Ancora un blocco parallelepipedo di muratura privo di tracce di lavorazione significative, potrebbe essere stato inserito nella modanatura sia di testa (lato maggiore come spessore) che di taglio (lato maggiore come altezza), o addirittura come ortostato (lato maggiore come altezza).

In questi casi, al posto delle due o tre misure non identificabili con certezza, si utilizzerà il termine generico di dimensioni (sempre massime o totali): "dimensioni massime: cm 20 x cm 10", ovvero "dimensione totale cm 20 x dimensione massima cm 10", ecc.

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Dimensioni massime (larghezza e spessore non identificabili) per un frammento di soffitto cassettonato, reimpiegato come decorazione nel basamento del monumento a Cola di Rienzo, presso la scalinata del Campidoglio a Roma (l'identificazione dell'altezza, non indicata nella figura, è invece certa). Gli allineamenti sono individuabili rispetto ai lati conservati del blocco.
Spesso inoltre si devono prendere le misure di frammenti, che conservano solo una piccola parte del lato anteriore. In particolare se il frammento conserva solo parte di una decorazione vegetale, potrebbe essere impossibile anche identificare la giusta inclinazione del blocco. Oltre ad utilizzare dunque il termine dimensioni, se è impossibile identificare la corretta inclinazione rispetto al blocco intero in opera, le misure vanno prese arbitrariamente, rispettando solo la regola che siano ortogonali tra di loro. In questi casi è consigliabile tuttavia tracciare un piccolo schema grafico per poter lasciare memoria di quale sia stata scelta come presunta inclinazione del blocco nel rilevamento.
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Dimensioni massime (altezza e larghezza) in un elemento non identificato con decorazione vegetale dall'area del Foro romano a Roma, in base a due diverse possibilità di individuare l'originaria inclinazione del blocco, nessuna delle quali presenta elementi di maggiore certezza.