Bath-Gymnasium Complex at Sardis
| F. K. YEGÜL, "Architectural ornament", in The Bath-Gymnasium Complex at Sardis (Archaeological exploration of Sardis, 3), Harvard University Press, 1986, 133-146. |
Elementi della decorazione architettonica del complesso sono stati rinvenuti nei pressi della loro originaria collocazione in quattro aree:
- la "Marble Court",
- i colonnati orientali di "BE" nord e di "BE" sud
- l'ordine della palestra.
Rimangono invece solo fusti e frammenti di capitelli dai colonnati esterni lungo la "Marble Road". Inoltre quasi tutti gli ambienti scavati nel complesso termale avevano un abbondante rivestimento in lastre di marmi bianchi e colorati, con incorniciature e skoulosis.
La "Marble Court" è precisamente datata da un'iscrizione agli anni 211-212.
L'insieme decorativo comprende elementi strutturali (colonnati, arcate, nicchie, frontoni, portali, vasche e fontane), rivestimenti di superficie (lastre pavimentali o per superfici verticali e decorazione dei soffitti) e monumenti e sculture separati.
Non è chiaro quanta parte della decorazione interna fosse stata completata entro la metà del II secolo, quando l'edificio iniziò ad essere in uso. Se l'iscrizione severiana di dedica non si riferisce solo alla "Marble Court", è molto probabile che tutta la decorazione sia databile a non prima dell'epoca severiana, come conferma la datazione della quasi totalità degli elementi recuperati.
Due iscrizioni riferiscono di un ampio rinnovamento del sistema decorativo del complesso nei secoli successivi.
Indice
Corte di marmo
Nella "Marble Court" il sistema decorativo comprendeva due piani di edicole, un gruppo centrale con frontone, i colonnati che separavano la corte dalla palestra sul lato est e le profonde absidi collocate sui lati nord, sud e ovest.
La "Marble Court" fu probabilmente il centro del culto imperiale e si trattava dunque di un apparato architettonico che doveva creare un ambiente sontuoso per onorare l'imperatore e lo stato. Il simbolismo della decorazione architettonica e scultorea alludeva alla natura cosmica e divina dell'imperatore. L'effetto era ottenuto con la ricchezza dei motivi decorativi e dei materiali.
La varietà è introdotta alternando forma e posizione delle edicole: quelle del secondo piano sono collocate al di sopra dei vuoti tra quelle del primo, creando un forte effetto dinamico e un complesso ritmo contrappuntistico. Non tutte le edicole hanno due colonne: agli angoli interni del primo piano ci sono quelle che potrebbero essere chiamate "edicole ad una colonna", cioè colonne sorreggenti una trabeazione isolata, mentre nella stessa posizione al secondo piano sono presenti edicole ad L con tre colonne.
Il portale con frontone al centro del lato ovest presenta un frontone siriaco, che unifica l'intera composizione, e colonne scanalate a spirale che raggiungono, con 9,22 m da terra, l'intera altezza del primo piano, elevato su un podio di 2,42 m. Al di sopra di esse il frontone è sorretto da quattro colonne, sempre scanalate a spirale, della stessa altezza di quelle delle edicole del secondo piano, con ali che si estendono a sinistra e a destra e collegano la struttura centrale a frontone con il sistema ad edicole.
L'arco del frontone siriaco, che si alza al di sopra di tutto, incornicia una grande abside inferiore e probabilmente una più piccola superiore è evidentemente il punto visivo centrale, sottolineato da una forte simmetria, ma nello stesso tempo il motivo centrale non è isolato, ma collegato al ritmo delle edicole.
Questa struttura centrale si rifà a diversi esempi di architetture con colonne e frontoni che inquadrano la porta centrale principale, presenti nelle scene dei teatri (per esempio a Efeso o ad Aspendos). Sebbene la versione ellenistica che ne è all'origine sia evidente nella porta del santuario di Atena Poliade a Pergamo, sono più stringenti i confronti con altri esempi romani, come la porta del Mercato di Mileto, con il suo frontone spezzato fortemente sporgente, o la cosiddeta "facciata dei prigionieri" nell'agorà di Corinto, con un frontone arcuato al secondo ordine sorretto da quattro cariatidi. A Efeso la ricostruzione della porta di Adriano, una struttura ornamentale libera situata dove la via dei Cureti compie una curva, è una variazione del motivo del frontone siriaco a due piani e offre un parallelo molto vicino a quello di Sardi. Una moneta di Nicea (del 41-48 d.C.) mostra un eccellente esempio del medesimo motivo ad una data molto anteriore e altre rappresentazioni numismatiche di simili strutture, con o senza frontone siriaco, compaiono con frequenza nelle coniazioni orientali di età imperiale. Altre rappresentazioni di porte colonnate a due piani si trovano, nel contesto occidentale, nella pittura parietale di secondo e quarto stile e uno dei più stretti paralleli per Sardi proviene da un motivo della Domus Aurea di Nerone.
Caratteristiche dello stile decorativo
La decorazione di Sardi, come altrove nel III secolo, mostra una marcata grossolanità di forme, una riduzione di motivi individuali, disorganicità nei dettagli e nelle proporzioni e infine una resa scultorea di qualità molto più corrente rispetto ai periodi precedenti. Queste caratteristiche dovrebbero essere considerate come l'esito del desiderio di ridurre il lavoro in più, che era richiesto per l'intaglio di particolari dal disegno articolato e per raggiungere un effetto di ricchezza di forme mediante profonde sottolavorazioni; si preferiscono invece decorazioni a forme più ampie, che non dovevano essere viste da vicino. L'accentuata sporgenza delle girali d'acanto e le fasce profondamente scanalate del kyma ionico a freccette e l'alternanza di palmette aperte e chiuse nella sima creano il maggiore impatto quando viste a distanza, e in particolare da sotto: le multiple fasce decorate delle edicole del primo e del secondo ordine si fondono e si sovrappongono in una ripetizione ritmica, racchiudendo la "Marble Court" sui quattro lati.
Il disegno delle decorazioni dei diversi registri presenta in alcuni casi una certa coordinazione: la punta dell'ovulo nel kyma ionico nel coronamento dell'architrave e del fregio è in corrispondenza con la coppia di fusarole dell'astragalo, e nell'architrave anche con le piccole palmette alternativamente aperte e chiuse del soprastante cavetto. In alcuni casi (il retro degli architravi e gli architravi del colonnato di schermo) le palmette sormontano ciascun ovulo, mentre negli architravi del lato anteriore è la freccetta che si trova in corrispondenza del lobo centrale delle palmette, creando nell'insieme una linea verticale.
Un'altra indicazione della preoccupazione per la generale coordinazione delle decorazioni si manifesta nel motivo a corda, in cui gli avvolgimenti cambiano direzione in corrispondenza del centro di ogni blocco di architrave. Il punto centrale del blocco è caratterizzato inoltre dal cambio di direzione delle girali d'acanto del fregio, sebbene a causa delle imprecisioni nella resa, non sempre in corrispondenza perfettamente con il centro del blocco.
La scelta dei motivi per i lacunari degli architravi, in entrambi i piani, mantiene una generale simmetria: nel primo piano i soffitti negli architravi delle due edicole più esterne, agli angoli sud-est e nord-est, e anche della prima e dell'ottava edicola dei lati nord e sud, sono decorati con foglie di lauro e incorniciati da un motivo a corda. Le vicine edicole seconda e settima un motivo a guilloche (motivo a treccia), e le edicole agli angoli interni, di nuovo foglie di lauro. La terza edicola mostra foglie di quercia e la sesta di nuovo foglie di lauro e incorniciatura con motivo a corda: il solo caso in cui la simmetria viene interrotta. Infine le edicole quarta e quinta, ai due lati del frontone centrale hanno piccole guilloche (trecce) incorniciate da kyma lesbio trilobato. Nel secondo ordine non tutti i lacunari degli architravi si sono conservati: agli angoli a sud-ovest e a nord ovest presentano foglie di lauro sul lato ovest e tralci di vite sul lato est; entrambe le edicole centrali dei lati nord e sud presentano foglie di lauro. Tutti i pannelli dei lacunari sono incorniciati da motivi a corda.
Nel primo ordine e soprattutto nel secondo ordine la sporgenza della cornice è maggiore sui lati frontali delle edicole.
Palestra
Le esedre "BE" sud e nord si aprono sulla palestra mediante due colonne tra due pilastri rettangolari determinando una netta linea orizzontale lungo tutta la facciata est del complesso termale, poiché le trabeazioni proseguono non solo sopra queste colonne e sopra il colonnato che fa da schermo, ma anche sopra la parete. Si tratta dunque di un unico progetto con la decorazione della "Marble Court".
I fusti delle esedre sono di colonna lisci e in marmo brecciato, mentre quelli del colonnato di schermo sono costituiti da pilastri con semicolonne addossate sui due lati opposti, in marmo bianco e nero. Un capitello del pilastro dall'esedra nord ha una testa di Giove e Poseidone e sembra dunque essere un capitello figurato come quelli del colonnato centrale.
Nella trabeazione dell'esedra nord si distingue un lato semplificato e uno più elaborato, che probabilmente era rivolto verso la palestra: quest'ultimo ha un architrave a tre fasce con coronamento liscio a gola e un fregio convesso con girali d'acanto, seguendo la partizione anche del colonnato centrale, mentre sul lato interno l'architrave aveva solo due fasce e il fregio era decorato con baccellature. La combinazione della presenza di mensole e di dentelli nella cornice, sul lato rivolto verso la palestra è un motivo di derivazione ellenistica e non consueto.
La decorazione delle trabeazioni della palestra è la più grossolana: architrave con fregio a baccellature e una cornice con dentelli, paragonabile a quella del colonnato di schermo al secondo ordine, ma molto semplificata nel disegno e nell'esecuzione: nella cornice questa semplificazione è più evidente, con la sima a palmette aperte e chiuse, piatte e delineate in modo sommario, direttamente sopra i dentelli quadrati, senza la corona e il soffitto. I fusti levigati e i capitelli sono incongruamente di qualità migliore rispetto alla trabeazione.
Alcuni dei capitelli corinzi originali, in particolare sui lati sud est e sud ovest furono sostituiti nella seconda metà del V secolo con capitelli ionici a imposta raffinatamente scolpiti, due dei quali presentano motivi ripresi da precedenti decorazioni dell'edificio e sono scolpiti per essere collocati negli angoli interni. Nonostante la presenza dell'imposta essi dunque non furono mai concepiti per sostenere arcate. Probabilmente appartengono allo stesso restauro anche altri elementi nella palestra e le altezze diverse dei diversi capitelli impiegati o reimpiegati costrinsero a variare le altezze di fusti e piedistalli nel restauro.
Non sembra esserci stata una stretta standardizzazione nelle misure delle colonne come ci si aspetterebbe in base all'attività standardizzata conosciuta nelle cave, ma i fusti conservati sono solo pochi e forse le loro variazioni dimensionali, per i fusti prodotti e trasportati a Sardi, erano maggiori di quelle riscontrabili negli esempi conservati.
Non si conservano elementi dei colonnati dei lati sud e nord del complesso tranne un fusto completo dalla via est e un capitello a calice con baccellature; nessuna parte della trabeazione sembra essersi conservata (e in età bizantina poteva essere stata in legno).
Altre decorazioni e rivestimento in marmo
Nelle sale coperte a volta del complesso termale si fece un uso molto limitato di colonne. Un'eccezione è un blocco di cornice quadrato che potrebbe essere stato utilizzato come coronamento d'anta o di pilastro e che conserva una sima con un raffinato anthemion del tipo a fiori di loto e palmette, databile agli inizi del I secolo d.C. e che fu forse riutilizzato (o semplicemente è un blocco sporadico).
Un'altra eccezione è un gruppo di architravi e archivolti con soffitto che incorniciavano un grande arco poggiante su due pilastri su una delle sale. Presentano un profilo semplificato a tre fasce con modanature lisce e la modanatura di coronamento nell'archivolto è semplificata con un listello e una linea obliqua diritta.
Si conserva parte dell'incorniciatura in marmo solo in sette o otto porte delle 35 rinvenute negli scavi e solo una è stata rinvenuta intatta. L'incorniciatura è decorata ad architrave a due fasce con un coronamento a cavetto ed ovolo liscio, mentre la cornice che sormonta la parte orizzontale, intagliata insieme ad essa, ha una sima liscia sopra una fila di dentelli. Un'altra porta conserva un'incorniciatura applicata in lastre sopra la struttura in mattoni, con il profilo tradizionale molto semplificato nella resa. Si trattava di un sostituto più economico delle porte con incorniciatura in blocchi, utilizzato nei passaggi meno importanti.
Numerosi tipi di marmo colorato furono utilizzati nel rivestimento delle pareti e nell'opus sectile dei pavimenti: il giallo antico importato dalla Numidia predomina nel rivestimento della "Marble Court", mentre il marmo bianco proviene dalle locali cave di Mağara Deresi e le brecce e il cipollino da diverse cave frigie. Furono utilizzati anche onice e vari tipi di serpentino e porfido.