Studi / Storia degli studi
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I primi ad interessarsi della decorazione architettonica dei monumenti antichi sono stati gli artisti del Rinascimento, i quali ci hanno lasciato numerose raccolte di disegni che riproducono i frammenti architettonici visibili ai loro tempi, sia nelle varie collezioni di antichità, sia ancora in situ nei resti degli edifici ai quali appartenevano, e talvolta appena estratti casualmente dal terreno. Il loro scopo era comunque quello di costituire un repertorio di opere di arte antica a cui ispirarsi come modelli per le realizzazioni contemporanee[1] e non quello dello studio storico di esse. Anche se tali raccolte costituiscono per noi una documentazione preziosa, non sempre i frammenti visti sono disegnati con precisione. Grazie a Vitruvio, si conoscevano i diversi ordini architettonici, ma non si aveva idea della trasformazione della decorazione dall'età greca a quella imperiale romana.
Il concetto di evoluzione stilistica continuerà a mancare anche agli architetti e studiosi ottocenteschi che si occuparono della ricostruzione dei monumenti antichi. Luigi Canina (1795-1856)[2], ad esempio, ricostruisce con i frammenti architettonici noti visioni fantasiose degli edifici antichi, corrispondenti al gusto dell'epoca, e giudica le trabeazioni in base alla loro maggiore o minore "bellezza ed eleganza", conformemente a quanto accadeva nei contemporanei studi archeologici.
Nel tardo Ottocento si cercò di ricostruire inoltre l'origine delle diverse forme che caratterizzavano gli ordini architettonici, individuata nell'ispirazione ad elementi propri di altre regioni del mondo antico, oppure nel loro significato simbolico, o nel trasferimento in pietra delle originarie strutture lignee, che avevano fome dettate dalla loro funzione strutturale e che per naturale evoluzione avrebbero dato origine ai diversi ordini[3] .
Adolf Riegl superò il concetto di decadenza dell'arte dopo l'epoca classica greca, sostituendovi il concetto di "gusto", espresso a suo modo da ogni epoca e realizzato, con risultati più o meno riusciti, nelle sue proprie manifestazioni artistiche. F. Studniczka riconobbe l'importanza della decorazione per l'inquadramento cronologico e stilistico dei monumenti e si individuò le diverse caratteristiche della decorazione occidentale e orientale, occupandosi anche della questione degli origine greca o italica dei motivi decorativi.
Le ricerche in merito ad una classificazione tipologica e cronologica dei materiali, che potesse chiarire caratteri e criteri dei cambiamenti stilistici iniziarono agli inizi del Novecento con l'opera di Carl Weickert, che trattava delle origini e delle trasformazioni del kyma lesbio, portando a conoscenza degli studiosi diverso materiale inedito. Nel breve sguardo gettato dall'autore sull'età romana, si individuava la perdita in quest'epoca dell'unità greca tra profilo e decorazione di una modanatura, riconoscendo inoltre il classicismo dell'età traianea, ricondotto ad una reazione alle caratteristiche della decorazione flavia.
Note
- ↑ Ad esempio il cornicione di palazzo Strozzi a Firenze, eseguito nel 1502 da Cronaca, riproduce una cornice del Foro di Traiano, e http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Vasari Giorgio Vasari] (Arezzo 1511 - Firenze 1574) riferisce "Questa cornice fu ritratta dal Cronaca e tolta e misurata a punto in Roma da una antica che si truova a Spogliacristo" (Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, Cronaca. Architetto fiorentino (testo on-line su Wikisource).
- ↑ L. CANINA, Gli edifizi di Roma antica cogniti per alcune reliquie, descritti e dimostrati nella intera loro architettura, Roma 1848.
- ↑ O. PUCHSTEIN, Das ionische Kapitelle, Berlin 1897 e O. PUCHSTEIN, Die ionische Säule als klassisches Bauglied orientalischer Herkunft (Sendschriften der Deutschen Orient-Gesellschaft, 4), Leipzig 1907 (testo on-line su Archive.org; biografia di Otto Puchstein, 1856-1911, sul sito dell'ICEVO, Istituto di studi sulle civiltà dell'Egeo e del Vicino Oriente del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche); J. I. HITTORFF, Recueil des monuments de Segeste et de Selinonte, Paris 1870 (biografia di Jakob Ignaz Hittorff, 1792-1867, su it.Wikipedia); T. HOMOLLE, "Origine du chapiteau corinthien", in Revue archéologique, 4, 1916, 17-60 (biografia di Théophile Homolle, 1848-1925, sulla Wikipedia in francese): Homolle si interessò delle origini dei tipi canonici del capitello ionico e corinzio, considerando la foglia d'acanto di derivazione naturalistica; vedi inoltre altra bibliografia in P. PENSABENE, Scavi di Ostia VII: I capitelli, Roma 1973, p.22, nota 6.