Studi / Le modanature

Da DecArch - Decorazione architettonica romana.
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Questa pagina della sezione Studi e ricerche costituisce un glossario ragionato con immagini per i nomi delle modanature lisce e decorate utilizzati nell'architettura greca e romana.


Vedi voce "Modanatura" su Wikipedia

NB: I testi sono rielaborati a partire dalla pagina linkata di Wikipedia.


Una modanatura è una fascia sagomata, secondo un profilo geometrico lungotutta la sua lunghezza, che ha la funzione decorativa di sottolineare la suddivisione in parti, oppure di mediare il passaggio tra due superfici disposte ad angolo, per esempio per le parti sporgenti.

Le modanature possono essere lisce oppure essere intagliate con decorazioni, prevalentemente motivi vegetali stilizzati o geometrici.

Modanature lisce

Schema delle modanature lisce (dal Vignola)
Modanature lisce su una cornice ionica liscia, angolare, di Ostia antica (sporadica)

Le modanature lisce assumono nomi diversi a seconda del loro profilo:

Profili rettilinei

  • Listello: un sottile elemento di separazione con una superficie rettilinea verticale e una orizzontale, in genere di profilo tendente al quadrato, che media tra una modatura più sporgente e una meno sporgente.
  • Dentello continuo: una modanatura con una superficie rettilinea verticale ed una orizzontale, con profilo quadrangolare, spesso rettangolare. Si tratta, infatti, del profilo sul quale vengono solitamente intagliati i dentelli.
  • Fascia: una superficie rettilinea verticale di limitata sporgenza in proporzione alla sua altezza. Casi particolari di fasce sono, oltre alle "fasce" dell'architrave, la "corona" della cornice o il "fregio".
  • Viene inoltre chiamato gradino lo stacco di piani tra superficie più sporgente e un'altra realizzato mediante una brevissima superficie orizzontale.

Profili curvilinei semplici

  • Tondino: elemento di separazione con profilo a semicerchio convesso (detto anche astragalo liscio.
  • Toro (in latino torus): modanatura con lo stesso profilo del tondino (a semicerchio convesso), ma di maggiori proporzioni (rispetto alle altre modanature)
  • Scozia (in latino scotia): modanatura a semicerchio, o tre quarti di cerchio, concava (detta anche trochilo), utilizzata in modo particolare per le basi.
  • Ovolo liscio: modanatura con profilo a quarto di cerchio convesso.
  • Cavetto: modanatura con profilo a quarto di cerchio concavo, conosciuta anche come guscio.

Profili curvilinei complessi

  • Gola diritta: profilo ad S disposto obliquamente, con curva concava nella parte sporgente e curva convessa nella parte rientrante.
  • Gola rovescia: all'opposto che nella gola diritta, profilo ad S con curva convessa nella parte sporgente e curva concava nella parte rientrante.
  • Becco di civetta: profilo convesso costituito dalla composizione di archi di cerchi di raggio diverso.

Modanature decorate

Sui profili delle modanature lisce possono venire quindi intagliate delle decorazioni elaborate sin dalle origini dell'architettura greca e da qui passate in seguito a quella romana e in quella delle epoche successive. Le varie modanature decorate prendono il nome dai motivi decorativi, che continuano ad essere ripetuti nei secoli con piccole varianti.

Decorazioni canoniche


*Dentelli: decorazione intagliata su dentello continuo e costituita da una serie di parallelepipedi separati da spazi vuoti, spesso occupati superiormente da una "sbarretta" o da motivi più elaborati. Si trova quasi esclusivamente nelle cornici.
Kyma ionico con lancette tra gli ovuli, e dentelli con sbarrette negli spazi intermedi; modanature separate da un listello su una cornice del Foro di Traiano a Roma
Dentelli.jpg

*Kyma ionico: decorazione intagliata su ovolo liscio, costituita da elementi di forma ad uovo (ovulo), circondati su tre lati da uno "sguscio" incurvato e separati da "lancette" o "freccette".
KymaIonico.jpg

*Kyma lesbio continuo: decorazione intagliata su gola rovescia o diritta, o su cavetto, costituita da "archetti" che contengono un elemento interno lanceolato o altri motivi più elaborati. Nelle numerose varianti possono presentarsi con spazi intermedi riempiti ("kyma lesbio continuo seminaturalistico"), rovesciati ("kyma lesbio continuo rovesciato") o ancora con gli archetti trasformati in foglie d'acanto ("kyma lesbio continuo vegetalizzato").
Kyma lesbio continuo sormontato da un listello sulla medesima cornice
KymaLesbioCont.jpg
KymaLesbCont Var.jpg

*Kyma lesbio trilobato: decorazione intagliata in genere su gola rovescia, costituita da archetti, più sottili e con parte superiore (lobo) sporgente, occupati all'interno, come nel kyma lesbio continuo da elementi interni lanceolati o più elaborati. Tra gli archetti si trova un "fiore", spesso su un sottile stelo.
Kyma lesbio trilobato tra un listello soprastante e un astragalo a fusarole e perline sottostante (non ben conservato), sulla medesima cornice
KymaLesbTrilobato.jpg

*Astragalo a fusarole e perline: decorazione intagliata in genere su tondino, costituita da un alternanza di elementi allungati ("perline") e coppie di elementi più corti ("fusarole"). Esiste anche la variante con elementi sferici tutti uguali ("astragalo a sole perline").
AstragaloFusPerl.jpg
AstragaloSolePerl.jpg

Origine delle modanature decorate canoniche

Vitruvio[1] cita solo due modanature, il kyma dorico e quello lesbio, che secondo Wesemberg[2] indicherebbero le modanature lisce (doriche) o decorate (lesbie).

Nella decorazione di epoca greca di epoca arcaica, i dentelli, presenti nella sottocornice, costituivano un elemento strutturale delle trabeazioni ioniche: al pari dei triglifi delle trabeazioni doriche, rappresentavano le testate delle travi di copertura del tetto[3]. L'uso era presente soprattutto in Asia Minore[4], mentre in Grecia prevaleva l'uso del fregio continuo, che in origine mascherava le testate dei travi. Solo in seguito dentelli e fregio continuo furono usati insieme, divenendo canonici per la trabeazione ionica che si diffuse poi in epoca ellenistica e passò quindi all'architettura romana. Progressivamente i dentelli persero la loro originaria funzione strutturale e divennero una modanatura decorata come le altre, con dimensioni proporzionalmente sempre più ridotte, tanto da poter essere utilizzati anche in funzione di incorniciatura.

Il kyma ionico era

Decorazioni non canoniche


Esempi di modanature non canoniche su una base composita decorata dal Foro di Cesare di età traianea

*Anthemion: decorazione intagliata su gola o su cavetto, ma anche presente come motivo vegetale di fregi. Il motivo si origina da tralci ad S, che possono avere andamento orizzontale od obliquo, simmetricamente contrapposti, dall'unione delle cui spirali terminali nascono calici, palmette ed altri motivi vegetali. I tralci possono essere trasformati in foglie d'acanto e possono essere inseriti elementi aggiuntivi anche figurati, con molte possibili varianti.
Anthemion.jpg

*Baccellature: decorazione intagliata su fascia o cavetto. Il motivo è costituito da elementi verticali concavi accostati, terminanti ad arco superiormente.
Baccellature sulla fascia superiore dell'architrave di un fregio architrave dal portico del tempio del Divo Adriano, di età adrianea
Baccellature.gif

*Kyma di foglie: decorazione intagliata su gola o cavetto. Si tratta di un'alternanza di foglie in primo e in secondo piano, lisce o d'acanto. Può essere anche rovescia (in tal caso a volte le foglie in secondo piano sono poco visibili o rimpiazzate da ghiande. Può presentare anche altri motivi alternati alle foglie e anche fondersi con un motivo ad anthemion.

*Kyma di cime di foglie (in tedesco "Spitzenstab"): la denominazione è ripresa da quella in uso nel tedesco, anche se la traduzione italiana non è ugualmente diffusa. Si tratta di una decorazione intagliata su tondino, costituita da una successione di piccole fogliette triangolari rovesciate.

Motivo a corda sul toro superiore e sui tondini sovrapposti al listello tra le scozie su una base decorata di colonna del tempio di Apollo in Circo a Roma, di età augustea
*Motivo a corda: decorazione intagliata su tondino. Come dice il nome è l'imitazione di una corda intrecciata, costituita da una serie di tratti obliqui. Spesso il motivo cambia direzione al centro.

*Motivo a treccia: decorazione intagliata su superfici leggermente convesse, come i lacunari sul soffitto degli architravi, o i tori delle basi. Si tratta di nastri concavi che si intrecciano, con bottoni lisci negli spazi intermedi. La treccia può essere semplice o doppia. Anche questo motivo può cambiare direzione al centro.

*Ghirlanda: decorazione intagliata su superfici leggermente convesse, come il motivo a treccia: consiste in una serie di foglie sovrapposte in file alternate, che possono richiamare quelle di alloro, di quercia, ecc., alternate a bacche (per l'alloro) o ghiande (per le foglie di quercia). Può cambiare direzione al centro.

Motivo a squame sul soffitto di una cornice ionica dal peristilio dei Palazzi imperiali sul Palatino, di età flavia
*Motivo a squame: decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in una serie di piatte foglie sovrapposte a file alternate.

Motivo a meandro su un elemento di soffitto della peristasi del tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto, di età augustea
*Meandro: decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in un intreccio di listelli diritti.

Motivo a can corrente o a onda continua sull'incorniciatura di un rilievo con decorazione vegetale di età flavia (probabilmente), conservato nell'area archeologica del Foro Romano (sporadico)
*Can corrente (o Onda continua): decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in una serie di piatte onde di profilo, terminanti in riccioli, che si susseguono in serie continua. Può cambiare direzione al centro.


Note

  1. Vitruvio, De architectura III,5,7 e passim (testo on-line in latino del libro III,5 su Wikisource).
  2. B. WESEMBERG, "Kymation und Astragal", in Marburger Winckelmann-Programm, 1971/72, 1-13 (traduzione e sintesi).
  3. Un esempio è la ricostruzione del portico Sud dell'Heraion di Samo (da G. GRUBEN, "Die Südhalle", in Athenischen Mitteilungen (Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Athenische Abteilung), 72, 1957, 52–64).
  4. E. LIPPOLIS, M. LIVADIOTTI, G. ROCCO, Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Milano 2007, 876 e nota 11.

Approfondimenti

Sull'ornamentazione nell'architettura greca, vedi: F. S. KIMBALL, G. H. EDGELL, A History of Architecture, New York 1918, pp.73-74 (traduzione italiana).

Collegamenti esterni