Differenze tra le versioni di "Studi / Le modanature"

Da DecArch - Decorazione architettonica romana.
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==Appendice: ornamentazione nell'architettura greca==
 
Da: F. S. K<small>IMBALL</small>, G. H. E<small>DGELL</small>, ''A History of Architecture'', New York 1918, pp.73-74 (con numerose edizioni successive); traduzione in italiano.
 
  
La base e il coronamento del muro, la transizione tra orizzontale e verticale, erano enfatizzati e resi meno netti per mezzo speciali elementi, che variano da un semplice plinto, o fascia, ad elaborate successioni di modanature intagliate. Queste modanature, delle quali abbiamo già visto esempi nell'echino dorico e nella base ionica, sono tra le creazioni greche più durature. Basate sulle semplici e universali forme di curve convesse, concave e rovesciate, giunsero a distinguersi per sottili variazioni del profilo, che non seguiva quasi mai il più ovvio arco di cerchio, e per ragionata selezione delle forme per le diverse funzioni di coronamento, supporto o basamento. Un dato caratteristico è l'impiego della curva rovesciata o ''cyma'' (n.d.t.:"gola"): la ''cyma recta'' (n.d.t.:"gola diritta"), in cui è la parte concava più sottile a proiettarsi all'esterno, fu generalmente utilizzata come elemento libero di coronamento; mentre la curva nella posizione opposta, ''cyma reversa'' (n.d.t.: "gola rovescia"), era utilizzata quando era richiesto un rafforzamento. Per la base del muro negli edifici dorici era utilizzato un alto filare di blocchi in piedi verticalmente, con un plinto sporgente sottostante; negli edifici ionici le base modanate, analoghe a quelle della ''antæ'', avevano come componenti più frequenti un toro e una ''cyma reversa'' e un plinto. Per sorreggere le travi sporgenti, o cornici, i costruttori dorici utilizzavano una caratteristica modanatura a becco di civetta, quelli ionici l'ovolo, simile all'echino nel profilo, ovvero la ''cyma reversa''. Combinazioni più ricche mostrano uno studiato flusso e contrasto di linee, intervallato da sottili listelli piatti o da tondini a semicerchio.
 
 
L'enfasi sulla struttura era ottenuta con l'intaglio e con la pittura. Questi arricchimenti erano confinati in spazi ristretti, come nei fregi dorico e ionico, in contrasto con la semplicità delle superfici dei muri. Le stesse modanature furono arricchite di pitture nell'ordine dorico, dall'intaglio, rinforzato dal colore, nel marmo ionico. La maggior cura era esercitata nella scelta dei motivi ornamentali, che accentuassero, invece di mascherarla, la forma della superficie alla quale erano applicati. Così il meandro, con la sua severa rettangolarità, era riservato a fasce piane. Modanature curvilinee erano decorate con motivi che avevano linee parallele o perpendicolari agli elementi della superficie, ovvero che ripetevano il loro profilo - il kyma ionico per l'ovolo, una foglia a forma di cuore per la ''cyma reversa'' -, armonizzandosi sotto ogni punto di vista.
 
 
Porte e finestre erano sempre squadrate nell'architettura monumentale greca matura. Gli stipiti erano verticali o talvolta appena inclinati verso l'interno, espediente conosciuto dagli architetti ellenistici per accentuare l'altezza apparente. Le aperture importanti era enfatizzate da un'incorniciatura in bronzo, oppure da modanature sporgenti simili a quelle di un architrave ionico. Queste erano fatte correre non solo superiormente ma anche giù lungo i lati, o persino, nel caso delle finestre, tutto intorno. Il rilievo ottenuto facendo sporgere l'architrave oltre gli stipiti, era un esempio dell'enfasi strutturale dei Greci.
 
 
In costruzioni meno raffinate, come mura cittadine e sostruzioni furono spesso utilizzati archi finti, e più tardi veri archi. La porta ad arco più antica conservata, in Acarnania, non data prima del quinto secolo. Nel quarto secolo la volta a botte era utilizzata per alcune tombe a camera sotterranee. Nel secondo secolo, tra diverse volte, si trova a Pergamo un ponte con arcata di ventisette piedi (n.d.t.: oltre 8 m). Così l'arco, che era un elemento scarsamente utilizzato nell'architettura greca delle origini, fu trattato con crescente maestria tecnica in epoca ellenistica.
 
 
I tetti degli edifici greci erano in tegole, sorrette da travi in legno, che di solito poggiavano su mura o colonnati intermedi. La conoscenza delle capriate non è provata. In numerosi casi le travi dovevano restare visibili da sotto, sebbene siano tecnicamente possibili per alcuni esempi soffitti in legno con pannelli o cassettoni. Quando fu a disposizione il marmo la sua forza rese possibili soffitti in pietra sopra i portici dei templi. Nel portico nord dell'Eretteo ci sono travi in marmo di venti piedi di lunghezza (n.d.t.: circa 6 m). Era usale il tetto a due spioventi, tradizionale fin dall'epoca micenea; erano più rari quelli a quattro falde. Gli spioventi del tetto formavano timpani triangolari, con la cornice che correva lungo le pendenze e i suoi elementi, ad eccezione della ''cyma'' di coronamento, o gocciolatoio, erao ripetuti anche orizzontallmente. I timpani era spesso riempiti con sculture a rilievo o a tutto tondo e gli spigoli degli spioventi del tetto erano accentuati da ornamenti scolpiti chiamati acroteri.
 
 
*<small>'''Fiske Sidney Kimball''' (1888-1955) è stato un architetto, storico dell'architettura e direttore di museo statunitense. Laureato in architettura all'università di Harvard, insegnò alle università dell'Illinois, del Michigan e della Virginia, dove fu a capo del dipartimento di arte e architettura. Dal 1925 al 1955 fu direttore del Museum of Art di Philadelphia<ref>Vedi [http://en.wikipedia.org/wiki/Fiske_Kimball  pagina sulla wikipedia in inglese].</ref>.</small>
 
*<small>'''George Harold Edgell''' (1887-1954) è stato uno storico dell'arte del Rinascimento e direttore di museo statunitense. Laureato in arte all'università di Harvard, vi insegnò alla facoltà di architettura fino al 1934. Divenne curatore del settore dei dipinti del Museum of Fine Arts di Boston e ne fu il direttore tra il 1935 e il 1938. Ebbe quindi un dottorato onorario dall'università di Harvard nel 1948<ref>[http://www.dictionaryofarthistorians.org/edgellg.htm Pagina biografica] sul sito DictionaryOfArtHistorians.org .</ref>.</small>
 
 
===Note===
 
<references/>
 
  
 
==Collegamenti esterni==
 
==Collegamenti esterni==

Versione delle 06:25, 30 set 2009

Questa pagina della sezione Studi e ricerche costituisce un glossario ragionato con immagini per i nomi delle modanature lisce e decorate utilizzati nell'architettura greca e romana.


Vedi voce "Modanatura" su Wikipedia

NB: I testi sono rielaborati a partire dalla pagina linkata di Wikipedia.


Una modanatura è una fascia sagomata, secondo un profilo geometrico lungotutta la sua lunghezza, che ha la funzione decorativa di sottolineare la suddivisione in parti, oppure di mediare il passaggio tra due superfici disposte ad angolo, per esempio per le parti sporgenti.

Le modanature possono essere lisce oppure essere intagliate con decorazioni, prevalentemente motivi vegetali stilizzati o geometrici.

Modanature lisce

Schema delle modanature lisce (dal Vignola)
Modanature lisce su una cornice ionica liscia, angolare, di Ostia antica (sporadica)

Le modanature lisce assumono nomi diversi a seconda del loro profilo:

Profili rettilinei

  • Listello: un sottile elemento di separazione con una superficie rettilinea verticale e una orizzontale, in genere di profilo tendente al quadrato, che media tra una modatura più sporgente e una meno sporgente.
  • Dentello continuo: una modanatura con una superficie rettilinea verticale ed una orizzontale, con profilo quadrangolare, spesso rettangolare. Si tratta, infatti, del profilo sul quale vengono solitamente intagliati i dentelli.
  • Fascia: una superficie rettilinea verticale di limitata sporgenza in proporzione alla sua altezza. Casi particolari di fasce sono, oltre alle "fasce" dell'architrave, la "corona" della cornice o il "fregio".
  • Viene inoltre chiamato gradino lo stacco di piani tra superficie più sporgente e un'altra realizzato mediante una brevissima superficie orizzontale.

Profili curvilinei semplici

  • Tondino: elemento di separazione con profilo a semicerchio convesso (detto anche astragalo liscio.
  • Toro (in latino torus): modanatura con lo stesso profilo del tondino (a semicerchio convesso), ma di maggiori proporzioni (rispetto alle altre modanature)
  • Scozia (in latino scotia): modanatura a semicerchio, o tre quarti di cerchio, concava (detta anche trochilo), utilizzata in modo particolare per le basi.
  • Ovolo liscio: modanatura con profilo a quarto di cerchio convesso.
  • Cavetto: modanatura con profilo a quarto di cerchio concavo, conosciuta anche come guscio.

Profili curvilinei complessi

  • Gola diritta: profilo ad S disposto obliquamente, con curva concava nella parte sporgente e curva convessa nella parte rientrante.
  • Gola rovescia: all'opposto che nella gola diritta, profilo ad S con curva convessa nella parte sporgente e curva concava nella parte rientrante.
  • Becco di civetta: profilo convesso costituito dalla composizione di archi di cerchi di raggio diverso.

Modanature decorate

Sui profili delle modanature lisce possono venire quindi intagliate delle decorazioni elaborate sin dalle origini dell'architettura greca e da qui passate in seguito a quella romana e in quella delle epoche successive. Le varie modanature decorate prendono il nome dai motivi decorativi, che continuano ad essere ripetuti nei secoli con piccole varianti.

Decorazioni canoniche


*Dentelli: decorazione intagliata su dentello continuo e costituita da una serie di parallelepipedi separati da spazi vuoti, spesso occupati superiormente da una "sbarretta" o da motivi più elaborati. Si trova quasi esclusivamente nelle cornici.
Kyma ionico con lancette tra gli ovuli, e dentelli con sbarrette negli spazi intermedi; modanature separate da un listello su una cornice del Foro di Traiano a Roma
Dentelli.jpg

*Kyma ionico: decorazione intagliata su ovolo liscio, costituita da elementi di forma ad uovo (ovulo), circondati su tre lati da uno "sguscio" incurvato e separati da "lancette" o "freccette".
KymaIonico.jpg

*Kyma lesbio continuo: decorazione intagliata su gola rovescia o diritta, o su cavetto, costituita da "archetti" che contengono un elemento interno lanceolato o altri motivi più elaborati. Nelle numerose varianti possono presentarsi con spazi intermedi riempiti ("kyma lesbio continuo seminaturalistico"), rovesciati ("kyma lesbio continuo rovesciato") o ancora con gli archetti trasformati in foglie d'acanto ("kyma lesbio continuo vegetalizzato").
Kyma lesbio continuo sormontato da un listello sulla medesima cornice
KymaLesbioCont.jpg
KymaLesbCont Var.jpg

*Kyma lesbio trilobato: decorazione intagliata in genere su gola rovescia, costituita da archetti, più sottili e con parte superiore (lobo) sporgente, occupati all'interno, come nel kyma lesbio continuo da elementi interni lanceolati o più elaborati. Tra gli archetti si trova un "fiore", spesso su un sottile stelo.
Kyma lesbio trilobato tra un listello soprastante e un astragalo a fusarole e perline sottostante (non ben conservato), sulla medesima cornice
KymaLesbTrilobato.jpg

*Astragalo a fusarole e perline: decorazione intagliata in genere su tondino, costituita da un alternanza di elementi allungati ("perline") e coppie di elementi più corti ("fusarole"). Esiste anche la variante con elementi sferici tutti uguali ("astragalo a sole perline").
AstragaloFusPerl.jpg
AstragaloSolePerl.jpg

Decorazioni non canoniche


Esempi di modanature non canoniche su una base composita decorata dal Foro di Cesare di età traianea

*Anthemion: decorazione intagliata su gola o su cavetto, ma anche presente come motivo vegetale di fregi. Il motivo si origina da tralci ad S, che possono avere andamento orizzontale od obliquo, simmetricamente contrapposti, dall'unione delle cui spirali terminali nascono calici, palmette ed altri motivi vegetali. I tralci possono essere trasformati in foglie d'acanto e possono essere inseriti elementi aggiuntivi anche figurati, con molte possibili varianti.
Anthemion.jpg

*Baccellature: decorazione intagliata su fascia o cavetto. Il motivo è costituito da elementi verticali concavi accostati, terminanti ad arco superiormente.
Baccellature sulla fascia superiore dell'architrave di un fregio architrave dal portico del tempio del Divo Adriano, di età adrianea
Baccellature.gif

*Kyma di foglie: decorazione intagliata su gola o cavetto. Si tratta di un'alternanza di foglie in primo e in secondo piano, lisce o d'acanto. Può essere anche rovescia (in tal caso a volte le foglie in secondo piano sono poco visibili o rimpiazzate da ghiande. Può presentare anche altri motivi alternati alle foglie e anche fondersi con un motivo ad anthemion.

*Kyma di cime di foglie (in tedesco "Spitzenstab"): la denominazione è ripresa da quella in uso nel tedesco, anche se la traduzione italiana non è ugualmente diffusa. Si tratta di una decorazione intagliata su tondino, costituita da una successione di piccole fogliette triangolari rovesciate.

Motivo a corda sul toro superiore e sui tondini sovrapposti al listello tra le scozie su una base decorata di colonna del tempio di Apollo in Circo a Roma, di età augustea
*Motivo a corda: decorazione intagliata su tondino. Come dice il nome è l'imitazione di una corda intrecciata, costituita da una serie di tratti obliqui. Spesso il motivo cambia direzione al centro.

*Motivo a treccia: decorazione intagliata su superfici leggermente convesse, come i lacunari sul soffitto degli architravi, o i tori delle basi. Si tratta di nastri concavi che si intrecciano, con bottoni lisci negli spazi intermedi. La treccia può essere semplice o doppia. Anche questo motivo può cambiare direzione al centro.

*Ghirlanda: decorazione intagliata su superfici leggermente convesse, come il motivo a treccia: consiste in una serie di foglie sovrapposte in file alternate, che possono richiamare quelle di alloro, di quercia, ecc., alternate a bacche (per l'alloro) o ghiande (per le foglie di quercia). Può cambiare direzione al centro.

Motivo a squame sul soffitto di una cornice ionica dal peristilio dei Palazzi imperiali sul Palatino, di età flavia
*Motivo a squame: decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in una serie di piatte foglie sovrapposte a file alternate.

Motivo a meandro su un elemento di soffitto della peristasi del tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto, di età augustea
*Meandro: decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in un intreccio di listelli diritti.

Motivo a can corrente o a onda continua sull'incorniciatura di un rilievo con decorazione vegetale di età flavia (probabilmente), conservato nell'area archeologica del Foro Romano (sporadico)
*Can corrente (o Onda continua): decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in una serie di piatte onde di profilo, terminanti in riccioli, che si susseguono in serie continua. Può cambiare direzione al centro.


Collegamenti esterni