Differenze tra le versioni di "Studi / Le modanature"
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|*'''Astragalo a fusarole e perline''': decorazione intagliata in genere su tondino, costituita da un alternanza di elementi allungati ("perline") e coppie di elementi più corti ("fusarole"). Esiste anche la variante con elementi sferici tutti uguali ("astragalo a sole perline"). | |*'''Astragalo a fusarole e perline''': decorazione intagliata in genere su tondino, costituita da un alternanza di elementi allungati ("perline") e coppie di elementi più corti ("fusarole"). Esiste anche la variante con elementi sferici tutti uguali ("astragalo a sole perline"). | ||
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| + | Nella decorazione di epoca greca arcaica, i dentelli, presenti nella sottocornice, costituivano un elemento strutturale delle trabeazioni ioniche: al pari dei triglifi delle trabeazioni doriche, rappresentavano le testate delle travi di copertura del tetto<ref>Un esempio è la [http://www.rilievoarcheologico.it/magna_grecia_00004d.htm ricostruzione del portico Sud dell'Heraion di Samo] (da G. G<small>RUBEN</small>, "Die Südhalle", in ''Athenischen Mitteilungen'' (''Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Athenische Abteilung''), 72, 1957, 52–64).</ref>. L'uso era presente soprattutto in Asia Minore<ref>E. L<small>IPPOLIS</small>, M. L<small>IVADIOTTI</small>, G. R<small>OCCO</small>, ''Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo'', Milano 2007, 876 e nota 11.</ref>, mentre in Grecia prevaleva l'uso del fregio continuo, che in origine mascherava le testate delle medesime travi. Solo in seguito dentelli e fregio continuo furono usati insieme, divenendo canonici per la trabeazione ionica diffusa in epoca ellenistica, che passò quindi all'architettura romana. Progressivamente i dentelli persero la loro originaria funzione strutturale e divennero una modanatura decorata come le altre, con dimensioni proporzionalmente sempre più ridotte, tanto da poter essere utilizzati anche in funzione di incorniciatura. | ||
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| + | [[File:MonacoGliptotecaCoronamentoEretteoParticolare.jpg|thumb|right|250px|Kyma lesbio trilobato, kyma ionico e astragali a fusarole e perline in corrispondenza assiale sul coronamento di parete del portico settentrionale dell'Eretteo, sull'Acropoli di Atene, 421-407 a.C.]] | ||
| + | Il kyma lesbio continuo e trilobato, che decorano profili a gola, derivavano dal motivo di foglie d'acqua alternate a foglie lanceolate, conosciuto da diversi esempi arcaici<ref>Una serie di esempi sono esaminati da J. G<small>ANZERT</small>, "Zur Entwicklung lesbischer Kymationsformen", in ''Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts'', 98, 1983, 125-142. La foto di un esempio di Focea si trova [http://wowturkey.com/t.php?p=/tr121/onur35_HPIM0059.jpg sul sito WowTurkey.com].</ref>. Le foglie d'acqua a contorno cuoriforme, potevano presentare i margini rilevati e una nervatura centrale risultante dalla leggera convessità delle superfici delle due metà della foglia; le foglie lanceolate in secondo piano presentavano in genere una nervatura a spigolo rilevata, quasi l'unica parte visibile. | ||
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| + | Il kyma lesbio continuo deriva più precisamente dallo spaccarsi della foglia d'acqua in due metà, per l'allargarsi alla base della foglia della nervatura centrale rientrante; ciascuna semifoglia si collega per mezzo di una connessione arcuata alla semifoglia contigua, appartenente alla foglia d'acqua vicina, formando l'archetto del kyma lesbio continuo, che al suo interno conserva la nervatura a spigolo della foglia lanceolata in secondo piano come elemento interno. | ||
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| + | Il kyma lesbio trilobato deriva dal distaccarsi degli originali margini rilevati dalla parte centrale della foglia: il margine esterno della foglia così distaccato, a forma di nastro e collegato a quello adiacente della foglia contigua, diviene l'archetto del kyma lesbio trilobato, mentre la parte centrale della foglia, spaccata alla base della foglia stessa, dà origine ad un fiore a due petali, privo di stelo; l'originaria foglia lanceolata in secondo piano diviene anche in questo caso l'elemento interno all'archetto. | ||
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| + | Il kyma ionico, presente sulla modanatura convessa a quarto di cerchio (ovolo liscio) compare sui capitelli ionici di epoca arcaica (tra i più antichi quelli interni del tempio di Dioniso a Yria nell'isola di Naxos, del secondo quarto del VI secolo a.C.<ref>[http://www.rilievoarcheologico.it/magna_grecia_00004a.htm Ricostruzione della quarta fase del tempio di Dioniso a Yria] (in basso), da G. G<small>RUBEN</small>, "Naxos und Delos, Studien zur archaischen Architektur der Kykladen", in ''Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts'', 112, 1997, 261-416.</ref>). Anche per questa modanatura è stata ipotizzata una derivazione dallo stesso motivo, con foglie d'acqua a cima arrotondata<ref>Il motivo a foglie d'acqua e foglie lanceolata si trova nella corolla sporgente alla base del capitello eolico e in alcuni casi sull'echino del capitello ionico, al posto del kyma ionico</ref>. In questo caso dal distacco del margine rilevato dal corpo della foglia si genererebbe lo sguscio, mentre la parte centrale della foglia darebbe luogo all'ovulo; tra gli sgusci continuerebbe a rimanere presente la foglia lanceolata con nervatura a spigolo. | ||
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|colspan=2|*'''''Anthemion''''': decorazione intagliata su gola o su cavetto, ma anche presente come motivo vegetale di [[Studi / Gli ordini architettonici#Fregio|fregi]]. Il motivo si origina da tralci ad S, che possono avere andamento orizzontale od obliquo, simmetricamente contrapposti, dall'unione delle cui spirali terminali nascono calici, palmette ed altri motivi vegetali. I tralci possono essere trasformati in foglie d'acanto e possono essere inseriti elementi aggiuntivi anche figurati, con molte possibili varianti. | |colspan=2|*'''''Anthemion''''': decorazione intagliata su gola o su cavetto, ma anche presente come motivo vegetale di [[Studi / Gli ordini architettonici#Fregio|fregi]]. Il motivo si origina da tralci ad S, che possono avere andamento orizzontale od obliquo, simmetricamente contrapposti, dall'unione delle cui spirali terminali nascono calici, palmette ed altri motivi vegetali. I tralci possono essere trasformati in foglie d'acanto e possono essere inseriti elementi aggiuntivi anche figurati, con molte possibili varianti. | ||
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| + | Sull'ornamentazione nell'architettura greca, vedi: [[Studi / Le modanature / Kimball-Edgell|F. S. K<small>IMBALL</small>, G. H. E<small>DGELL</small>, ''A History of Architecture'', New York 1918, pp.73-74 (traduzione italiana)]]. | ||
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| Vedi voce "Modanatura" su Wikipedia
NB: I testi sono rielaborati a partire dalla pagina linkata di Wikipedia. |
Una modanatura è una fascia sagomata, secondo un profilo geometrico lungotutta la sua lunghezza, che ha la funzione decorativa di sottolineare la suddivisione in parti, oppure di mediare il passaggio tra due superfici disposte ad angolo, per esempio per le parti sporgenti.
Le modanature possono essere lisce oppure essere intagliate con decorazioni, prevalentemente motivi vegetali stilizzati o geometrici.
Indice
Modanature lisce
Le modanature lisce assumono nomi diversi a seconda del loro profilo:
Profili rettilinei
- Listello: un sottile elemento di separazione con una superficie rettilinea verticale e una orizzontale, in genere di profilo tendente al quadrato, che media tra una modatura più sporgente e una meno sporgente.
- Dentello continuo: una modanatura con una superficie rettilinea verticale ed una orizzontale, con profilo quadrangolare, spesso rettangolare. Si tratta, infatti, del profilo sul quale vengono solitamente intagliati i dentelli.
- Fascia: una superficie rettilinea verticale di limitata sporgenza in proporzione alla sua altezza. Casi particolari di fasce sono, oltre alle "fasce" dell'architrave, la "corona" della cornice o il "fregio".
- Viene inoltre chiamato gradino lo stacco di piani tra superficie più sporgente e un'altra realizzato mediante una brevissima superficie orizzontale.
Profili curvilinei semplici
- Tondino: elemento di separazione con profilo a semicerchio convesso (detto anche astragalo liscio.
- Toro (in latino torus): modanatura con lo stesso profilo del tondino (a semicerchio convesso), ma di maggiori proporzioni (rispetto alle altre modanature)
- Scozia (in latino scotia): modanatura a semicerchio, o tre quarti di cerchio, concava (detta anche trochilo), utilizzata in modo particolare per le basi.
- Ovolo liscio: modanatura con profilo a quarto di cerchio convesso.
- Cavetto: modanatura con profilo a quarto di cerchio concavo, conosciuta anche come guscio.
Profili curvilinei complessi
- Gola diritta: profilo ad S disposto obliquamente, con curva concava nella parte sporgente e curva convessa nella parte rientrante.
- Gola rovescia: all'opposto che nella gola diritta, profilo ad S con curva convessa nella parte sporgente e curva concava nella parte rientrante.
- Becco di civetta: profilo convesso costituito dalla composizione di archi di cerchi di raggio diverso.
Modanature decorate
Sui profili delle modanature lisce possono venire quindi intagliate delle decorazioni elaborate sin dalle origini dell'architettura greca e da qui passate in seguito a quella romana e in quella delle epoche successive. Le varie modanature decorate prendono il nome dai motivi decorativi, che continuano ad essere ripetuti nei secoli con piccole varianti.
Decorazioni canoniche
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| *Dentelli: decorazione intagliata su dentello continuo e costituita da una serie di parallelepipedi separati da spazi vuoti, spesso occupati superiormente da una "sbarretta" o da motivi più elaborati. Si trova quasi esclusivamente nelle cornici. | |
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| *Kyma ionico: decorazione intagliata su ovolo liscio, costituita da elementi di forma ad uovo (ovulo), circondati su tre lati da uno "sguscio" incurvato e separati da "lancette" o "freccette". | |
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| *Kyma lesbio continuo: decorazione intagliata su gola rovescia o diritta, o su cavetto, costituita da "archetti" che contengono un elemento interno lanceolato o altri motivi più elaborati. Nelle numerose varianti possono presentarsi con spazi intermedi riempiti ("kyma lesbio continuo seminaturalistico"), rovesciati ("kyma lesbio continuo rovesciato") o ancora con gli archetti trasformati in foglie d'acanto ("kyma lesbio continuo vegetalizzato"). | |
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| *Kyma lesbio trilobato: decorazione intagliata in genere su gola rovescia, costituita da archetti, più sottili e con parte superiore (lobo) sporgente, occupati all'interno, come nel kyma lesbio continuo da elementi interni lanceolati o più elaborati. Tra gli archetti si trova un "fiore", spesso su un sottile stelo. | |
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| *Astragalo a fusarole e perline: decorazione intagliata in genere su tondino, costituita da un alternanza di elementi allungati ("perline") e coppie di elementi più corti ("fusarole"). Esiste anche la variante con elementi sferici tutti uguali ("astragalo a sole perline"). | |
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Origine delle modanature decorate canoniche
Vitruvio[1] cita solo due modanature, il kyma dorico e quello lesbio, che secondo Wesemberg[2] indicherebbero le modanature lisce (doriche) o decorate (lesbie).
Nella decorazione di epoca greca arcaica, i dentelli, presenti nella sottocornice, costituivano un elemento strutturale delle trabeazioni ioniche: al pari dei triglifi delle trabeazioni doriche, rappresentavano le testate delle travi di copertura del tetto[3]. L'uso era presente soprattutto in Asia Minore[4], mentre in Grecia prevaleva l'uso del fregio continuo, che in origine mascherava le testate delle medesime travi. Solo in seguito dentelli e fregio continuo furono usati insieme, divenendo canonici per la trabeazione ionica diffusa in epoca ellenistica, che passò quindi all'architettura romana. Progressivamente i dentelli persero la loro originaria funzione strutturale e divennero una modanatura decorata come le altre, con dimensioni proporzionalmente sempre più ridotte, tanto da poter essere utilizzati anche in funzione di incorniciatura.
Il kyma lesbio continuo e trilobato, che decorano profili a gola, derivavano dal motivo di foglie d'acqua alternate a foglie lanceolate, conosciuto da diversi esempi arcaici[5]. Le foglie d'acqua a contorno cuoriforme, potevano presentare i margini rilevati e una nervatura centrale risultante dalla leggera convessità delle superfici delle due metà della foglia; le foglie lanceolate in secondo piano presentavano in genere una nervatura a spigolo rilevata, quasi l'unica parte visibile.
Il kyma lesbio continuo deriva più precisamente dallo spaccarsi della foglia d'acqua in due metà, per l'allargarsi alla base della foglia della nervatura centrale rientrante; ciascuna semifoglia si collega per mezzo di una connessione arcuata alla semifoglia contigua, appartenente alla foglia d'acqua vicina, formando l'archetto del kyma lesbio continuo, che al suo interno conserva la nervatura a spigolo della foglia lanceolata in secondo piano come elemento interno.
Il kyma lesbio trilobato deriva dal distaccarsi degli originali margini rilevati dalla parte centrale della foglia: il margine esterno della foglia così distaccato, a forma di nastro e collegato a quello adiacente della foglia contigua, diviene l'archetto del kyma lesbio trilobato, mentre la parte centrale della foglia, spaccata alla base della foglia stessa, dà origine ad un fiore a due petali, privo di stelo; l'originaria foglia lanceolata in secondo piano diviene anche in questo caso l'elemento interno all'archetto.
Il kyma ionico, presente sulla modanatura convessa a quarto di cerchio (ovolo liscio) compare sui capitelli ionici di epoca arcaica (tra i più antichi quelli interni del tempio di Dioniso a Yria nell'isola di Naxos, del secondo quarto del VI secolo a.C.[6]). Anche per questa modanatura è stata ipotizzata una derivazione dallo stesso motivo, con foglie d'acqua a cima arrotondata[7]. In questo caso dal distacco del margine rilevato dal corpo della foglia si genererebbe lo sguscio, mentre la parte centrale della foglia darebbe luogo all'ovulo; tra gli sgusci continuerebbe a rimanere presente la foglia lanceolata con nervatura a spigolo.
Decorazioni non canoniche
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| *Anthemion: decorazione intagliata su gola o su cavetto, ma anche presente come motivo vegetale di fregi. Il motivo si origina da tralci ad S, che possono avere andamento orizzontale od obliquo, simmetricamente contrapposti, dall'unione delle cui spirali terminali nascono calici, palmette ed altri motivi vegetali. I tralci possono essere trasformati in foglie d'acanto e possono essere inseriti elementi aggiuntivi anche figurati, con molte possibili varianti. | |
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| *Baccellature: decorazione intagliata su fascia o cavetto. Il motivo è costituito da elementi verticali concavi accostati, terminanti ad arco superiormente. | |
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| *Kyma di foglie: decorazione intagliata su gola o cavetto. Si tratta di un'alternanza di foglie in primo e in secondo piano, lisce o d'acanto. Può essere anche rovescia (in tal caso a volte le foglie in secondo piano sono poco visibili o rimpiazzate da ghiande. Può presentare anche altri motivi alternati alle foglie e anche fondersi con un motivo ad anthemion. | |
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| *Kyma di cime di foglie (in tedesco "Spitzenstab"): la denominazione è ripresa da quella in uso nel tedesco, anche se la traduzione italiana non è ugualmente diffusa. Si tratta di una decorazione intagliata su tondino, costituita da una successione di piccole fogliette triangolari rovesciate. | |
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| *Motivo a corda: decorazione intagliata su tondino. Come dice il nome è l'imitazione di una corda intrecciata, costituita da una serie di tratti obliqui. Spesso il motivo cambia direzione al centro. | |
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| *Motivo a treccia: decorazione intagliata su superfici leggermente convesse, come i lacunari sul soffitto degli architravi, o i tori delle basi. Si tratta di nastri concavi che si intrecciano, con bottoni lisci negli spazi intermedi. La treccia può essere semplice o doppia. Anche questo motivo può cambiare direzione al centro. | |
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| *Ghirlanda: decorazione intagliata su superfici leggermente convesse, come il motivo a treccia: consiste in una serie di foglie sovrapposte in file alternate, che possono richiamare quelle di alloro, di quercia, ecc., alternate a bacche (per l'alloro) o ghiande (per le foglie di quercia). Può cambiare direzione al centro. | |
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| *Motivo a squame: decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in una serie di piatte foglie sovrapposte a file alternate. | |
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| *Meandro: decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in un intreccio di listelli diritti. | |
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| *Can corrente (o Onda continua): decorazione intagliata in genere su superfici rettilinee, che consiste in una serie di piatte onde di profilo, terminanti in riccioli, che si susseguono in serie continua. Può cambiare direzione al centro. | |
Note
- ↑ Vitruvio, De architectura III,5,7 e passim (testo on-line in latino del libro III,5 su Wikisource).
- ↑ B. WESEMBERG, "Kymation und Astragal", in Marburger Winckelmann-Programm, 1971/72, 1-13 (traduzione e sintesi).
- ↑ Un esempio è la ricostruzione del portico Sud dell'Heraion di Samo (da G. GRUBEN, "Die Südhalle", in Athenischen Mitteilungen (Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Athenische Abteilung), 72, 1957, 52–64).
- ↑ E. LIPPOLIS, M. LIVADIOTTI, G. ROCCO, Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Milano 2007, 876 e nota 11.
- ↑ Una serie di esempi sono esaminati da J. GANZERT, "Zur Entwicklung lesbischer Kymationsformen", in Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts, 98, 1983, 125-142. La foto di un esempio di Focea si trova sul sito WowTurkey.com.
- ↑ Ricostruzione della quarta fase del tempio di Dioniso a Yria (in basso), da G. GRUBEN, "Naxos und Delos, Studien zur archaischen Architektur der Kykladen", in Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts, 112, 1997, 261-416.
- ↑ Il motivo a foglie d'acqua e foglie lanceolata si trova nella corolla sporgente alla base del capitello eolico e in alcuni casi sull'echino del capitello ionico, al posto del kyma ionico
Approfondimenti
Sull'ornamentazione nell'architettura greca, vedi: F. S. KIMBALL, G. H. EDGELL, A History of Architecture, New York 1918, pp.73-74 (traduzione italiana).
Collegamenti esterni
- DecArch-F.I.S.A.: Modanature (una vecchia versione di questa pagina)
- (in inglese) D.M. RATTNER, When you understand moldings, you understand much about classical architecture. The foundation of all traditional design ("Quando si capiscono le modanature, si capisce molto dell'architettura classica", articolo in inglese di D.M.Rattner, direttore dell'"Institute for the Study of Classical Architecture at the Real Estate Institute of New York University")
- (in inglese) Profili di alcune modanature lisce in 3D
- (in tedesco) "Le decorazioni nell'arte greca"
- (in spagnolo) J. LORDA, "2.1 Classic Mouldings" e "2.2 Decorated Mouldings", in Classical Architecture. The Grand Manner. The Western System to Achieve Sately Buildings (A draft of a) History of the Architectural Composition (sul sito della Scuola di Architettura dell'Università di Navarra, cattedra di Storia dell'Architettura)







